Omelia di don Ferdinando:
Roma, 21 giugno 2008
“Quando sono entrato in questa Chiesa mi hanno colpito due cose: la prima è la gioia grande di tutte le persone che sono qui presenti, la sposa non se ne è resa conto perché è arrivata ultima ma eravamo tutti contenti e dicevo “ Però… questi due sposi sono stati capaci di creare un momento molto bello, un momento di gioia , vedete che siamo qui insieme contenti, disponibili. Grazie, grazie di cuore.
La seconda cosa che mi ha colpito, era la prima volta che entravo in questa Chiesa, invito anche a voi a guardare questo grande crocifisso.
Ecco lo sposo, anche questo è un matrimonio. Forse ci aiuta davvero a rispecchiarci e a capire meglio quello che state vivendo. Guardatelo da questo punto di vista, di qualcuno che ha deciso che il servizio agli altri era la cosa più importante della propria vita. “Sono venuto per servire, servire il padre, servire i fratelli”.
Don Felice ce l’ha ricordato: anche la misericordia proprio che Gesù aveva per chi aveva fame per chi aveva sete per chi aveva problemi; oggi dicevamo per chi ha caldo, quindi acceleriamo.
Il servizio davvero come principio fondamentale della vita e della vita matrimoniale, vado cauto però ci vuole una spiegazione a questo servizio: è un corpo nudo, non ha tenuto nulla per se neanche il suo sangue. E’ ambiziosa questa proposta eh.. e un pochino forse anche da far paura entro certi limiti ma c’è il secondo aspetto che ci permette di avere il coraggio di sposarci in Chiesa, che ci permette di pensare che le parole che ci ha detto don Felice siano vere. C’è un sacco di gente che non ci crede: il matrimonio, va bè un momento sociale ma.. no no!
Il secondo passaggio è guardare questo Cristo e sentire che è un dono, è un regalo è qualche cosa che non rimane esterno a noi. Vi ringraziamo della prima lettura che ha detto che lui ci ha presi, ha strappato da questo petto il cuore di pietra e ci ha messo il suo cuore d’amore. Che bello!
Come avresti fatto Gino ad amare bene Francesca se non avessi il cuore di Cristo? E tu Francesca ad essere la tenerezza di Dio per Gino se non avessi il cuore di Cristo?
Questo concetto è bellissimo perché vuol dire che Dio, l’immenso, il creatore, l’onnipotente, se voi non dite il vostro si adesso, tra poco, è bloccato, non può raggiungere con quel tipo di amore particolare che tu Francesca saprai dare a Gino e che tu Gino saprai dare a Francesca e di cui avete necessità radicale, fondamentale, per realizzare la vostra vita. Allora ognuno di voi due diventa strumento indispensabile di salvezza per mezzo del quale Dio vi prende e salva l’altro. Il concetto noi preti lo abbiamo anche studiato teologicamente e diciamo una parola grossa, ma bella, significativa: voi due siete sacerdoti l’uno per l’altro, Gino tu consacri Francesca e Francesca tu consacri Gino. Come il prete consacra il pane e il vino e li fa diventare il corpo di Cristo sacramento così voi due sacramento della vostra vita, salvezza l’uno per l’altro e insieme, con benedizione, sorgente d’amore per tutti noi.”
Chiesa di S. Gerardo Maiella in Roma
Matrimonio di Francesca e Gino
Roma, 21 giugno 2008
“Quando sono entrato in questa Chiesa mi hanno colpito due cose: la prima è la gioia grande di tutte le persone che sono qui presenti, la sposa non se ne è resa conto perché è arrivata ultima ma eravamo tutti contenti e dicevo “ Però… questi due sposi sono stati capaci di creare un momento molto bello, un momento di gioia , vedete che siamo qui insieme contenti, disponibili. Grazie, grazie di cuore.La seconda cosa che mi ha colpito, era la prima volta che entravo in questa Chiesa, invito anche a voi a guardare questo grande crocifisso.
Ecco lo sposo, anche questo è un matrimonio. Forse ci aiuta davvero a rispecchiarci e a capire meglio quello che state vivendo. Guardatelo da questo punto di vista, di qualcuno che ha deciso che il servizio agli altri era la cosa più importante della propria vita. “Sono venuto per servire, servire il padre, servire i fratelli”.
Don Felice ce l’ha ricordato: anche la misericordia proprio che Gesù aveva per chi aveva fame per chi aveva sete per chi aveva problemi; oggi dicevamo per chi ha caldo, quindi acceleriamo.
Il servizio davvero come principio fondamentale della vita e della vita matrimoniale, vado cauto però ci vuole una spiegazione a questo servizio: è un corpo nudo, non ha tenuto nulla per se neanche il suo sangue. E’ ambiziosa questa proposta eh.. e un pochino forse anche da far paura entro certi limiti ma c’è il secondo aspetto che ci permette di avere il coraggio di sposarci in Chiesa, che ci permette di pensare che le parole che ci ha detto don Felice siano vere. C’è un sacco di gente che non ci crede: il matrimonio, va bè un momento sociale ma.. no no!
Il secondo passaggio è guardare questo Cristo e sentire che è un dono, è un regalo è qualche cosa che non rimane esterno a noi. Vi ringraziamo della prima lettura che ha detto che lui ci ha presi, ha strappato da questo petto il cuore di pietra e ci ha messo il suo cuore d’amore. Che bello!
Come avresti fatto Gino ad amare bene Francesca se non avessi il cuore di Cristo? E tu Francesca ad essere la tenerezza di Dio per Gino se non avessi il cuore di Cristo?
Questo concetto è bellissimo perché vuol dire che Dio, l’immenso, il creatore, l’onnipotente, se voi non dite il vostro si adesso, tra poco, è bloccato, non può raggiungere con quel tipo di amore particolare che tu Francesca saprai dare a Gino e che tu Gino saprai dare a Francesca e di cui avete necessità radicale, fondamentale, per realizzare la vostra vita. Allora ognuno di voi due diventa strumento indispensabile di salvezza per mezzo del quale Dio vi prende e salva l’altro. Il concetto noi preti lo abbiamo anche studiato teologicamente e diciamo una parola grossa, ma bella, significativa: voi due siete sacerdoti l’uno per l’altro, Gino tu consacri Francesca e Francesca tu consacri Gino. Come il prete consacra il pane e il vino e li fa diventare il corpo di Cristo sacramento così voi due sacramento della vostra vita, salvezza l’uno per l’altro e insieme, con benedizione, sorgente d’amore per tutti noi.”
Chiesa di S. Gerardo Maiella in Roma
Matrimonio di Francesca e Gino
Ho letto queste parole e mi è venuto in mente il mio matrimonio. In questo momento non ho qui mia moglie perchè dai suoceri in visita, ma me la sento profondamente vicina.
RispondiEliminaPercepisco il dono che Gesù ci ha fatto, nell'unirci in matrimonio in chiesa e rendo grazie per ogni giorno che ci regala insieme: mi sembra di sentire quasi il suono dolce di una grande pianta che cresce (e lo dice uno che ci sente poco!)