03/02/09

da monica

Caro Don Ferdinando, in genere non credo alle cose finchè non le vedo (non a caso mi chiamo Tomassoni, un San Tommaso all'ennesima potenza!) e devo dire che la tua stanza vuota al VIS mi dà solo ora la misura della tua mancanza. Una mancanza che, tuttavia, non è assenza. Tutti gli insegnamenti ed i momenti condivisi mi accompagnano, a cominicare dalle tue parole. Qaundo ti scrissi, 5 anni fa, per chiederti informazioni sul VIS mi rispondesti: vieni e vedi, il resto verrà da sè. E quante cose son venute da quel momento lì....Ed io mi trovo a dirti la stessa cosa ora: vai e vedi con lo stesso spirito ed acuta capacità di osservazione, quel che verrà per entrare fino in fondo in questa nuova prova a cui il signore ti chiama. Quando chiesi a Padre Mario se non gli dispiacesse lasciare Goma, qualora fosse stato spostato in un'altra missione, mi rispose: vuol dire che Dio aveva bisogno di me da un'altra parte. Quell'obbedienza che non è eseguire, ma affidarsi con fiducia. A parte il sentirci per i progetti condivisi che abbiamo ancora aperti, ti dico: ci vediamo a Bologna. Grazie Monica
Monica TomassoniRoma+39.347.6521567

01/02/09

un commiato sereno

Carissimi amici e amiche,
sto ricevendo molti messaggi a cui vorrei rispondere personalmente, ma ne sono stato travolto. Ricorro ad una lettera collettiva invocando la vostra comprensione ma assicurandovi che il mio grazie si trasforma in preghiera per ciascuno di voi soprattutto nella celebrazione quotidiana dell’Eucaristia. Ecco alcuni pensieri che sto ruminando in questi giorni.

Ci sono momenti della vita che sono più evidentemente gravidi di ricchezze dello Spirito e vanno vissuti con totale disponibilità a lasciare che il Signore costruisca cose nuove:
“Allora io vidi un nuovo cielo e una nuova terra, - il primo cielo e la prima terra erano spariti, e il mare non c'era più, 2 e vidi venire dal cielo, da parte di Dio, la santa città, la nuova Gerusalemme, ornata come una sposa pronta per andare incontro allo sposo. 3 Una voce forte che veniva dal trono esclamò: «Ecco l'abitazione di Dio fra gli uomini; essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio con loro".
4 Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. La morte non ci sarà più. Non ci sarà più né lutto né pianto né dolore. Il mondo di prima è scomparso per sempre».
5 Allora Dio dal suo trono disse: «Ora faccio nuova ogni cosa» (Apocalisse 21, 1-5)


Sto lasciando Roma per Bologna, sto cambiando lavoro, ma, per quanto dipende da me, non vorrei interrompere le relazioni interpersonali che abbiamo costruito in tanti anni di collaborazione e amicizia.
Mi riferisco principalmente ai rapporti spirituali fatti di comunione di ideali, di fede vissuta nel servizio, di preghiera condivisa che sono il tessuto più vero che ci tiene uniti. Poi ci sono anche gli abbracci e le parole che ne promanano e che sono veri solo in quanto sono espressione visibile dell’invisibile amore.
E’ bellissimo pensare che questa ricchezza dello spirito nessuno ce la può togliere, non ingombra, non ha bisogno di valigie, ma resta sempre con noi e può continuare a crescere anche a distanza.

In questi giorni di saluti e di promesse è spontaneo verificare che cosa si è consolidato nel profondo della nostra personalità dalla frequentazione che ci ha permesso di condividere momenti di vita.
Per me e per molti di voi ha determinato una più profonda relazione con il Signore Gesù.
Scopro in questo uno degli aspetti più significativi del sacerdozio, di questa partecipazione immeritata all’azione redentrice di Cristo che vuole penetrare in ogni realtà umana per darle un significato che superi il contingente, l’occasionale. Continuiamo questo cammino di immedesimazione con Cristo e pensate come sarà bello quando questa comunione sarà talmente profonda da poter dire con San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me»

Il mio spirito è sereno e tranquillo, come quando hai fatto crescere un albero e i frutti sono maturi e pronti per la vita. Se il cuore sanguina, come è naturale, continuando il paragone, penso che la pianta viene trapiantata e questo può fare la differenza perché, nelle mani del Signore, come albero potrei crescere meglio ed essere più utile nella nuova destinazione.
Crescere meglio: nello scorcio finale della mia esistenza questo pensiero è costante, perché la meta è vicina. «A mezzanotte si udì un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro. Le vergini sagge presero le lampade e l’olio ed entrarono alle nozze! Le vergini stolte…»
In definitiva abbiamo lo strumento efficace per mantenere la nostra comunione: più ci uniremo a Cristo (Parola, preghiera, sacramenti, amore, servizio, perdono, ecc.) e più saremo uniti.
Un pensiero particolare è per tutte le persone che hanno lavorato e lavorano al VIS e per i volontari sia quelli in servizio, sia chi è rientrato: li ho sempre considerati i miei figli e, nel mio cuore, tali rimangono per sempre.

Per finire: la porta del cuore rimane sempre aperta a tutti, ma spero che sia possibile anche tenere aperta la possibilità di mangiare insieme un buon piatto di tortellini bolognesi.
L’indirizzo mail e il cellulare non cambiano.
Un affettuoso abbraccio

Roma, 31 gennaio 2009, festa di San Giovanni Bosco
Don Ferdinando Colombo

Comunità salesiana dell'Istituto Beata Vergine di San Luca,
Via Jacopo della Quercia 1, 40128 Bologna.


Tel 051/41.51.711
fc@volint.it
skype: Don_Ferdinando

26/01/09

da Gino e Francesca

Omelia di don Ferdinando:
Roma, 21 giugno 2008


“Quando sono entrato in questa Chiesa mi hanno colpito due cose: la prima è la gioia grande di tutte le persone che sono qui presenti, la sposa non se ne è resa conto perché è arrivata ultima ma eravamo tutti contenti e dicevo “ Però… questi due sposi sono stati capaci di creare un momento molto bello, un momento di gioia , vedete che siamo qui insieme contenti, disponibili. Grazie, grazie di cuore.

La seconda cosa che mi ha colpito, era la prima volta che entravo in questa Chiesa, invito anche a voi a guardare questo grande crocifisso.

Ecco lo sposo, anche questo è un matrimonio. Forse ci aiuta davvero a rispecchiarci e a capire meglio quello che state vivendo. Guardatelo da questo punto di vista, di qualcuno che ha deciso che il servizio agli altri era la cosa più importante della propria vita. “Sono venuto per servire, servire il padre, servire i fratelli”.

Don Felice ce l’ha ricordato: anche la misericordia proprio che Gesù aveva per chi aveva fame per chi aveva sete per chi aveva problemi; oggi dicevamo per chi ha caldo, quindi acceleriamo.

Il servizio davvero come principio fondamentale della vita e della vita matrimoniale, vado cauto però ci vuole una spiegazione a questo servizio: è un corpo nudo, non ha tenuto nulla per se neanche il suo sangue. E’ ambiziosa questa proposta eh.. e un pochino forse anche da far paura entro certi limiti ma c’è il secondo aspetto che ci permette di avere il coraggio di sposarci in Chiesa, che ci permette di pensare che le parole che ci ha detto don Felice siano vere. C’è un sacco di gente che non ci crede: il matrimonio, va bè un momento sociale ma.. no no!

Il secondo passaggio è guardare questo Cristo e sentire che è un dono, è un regalo è qualche cosa che non rimane esterno a noi. Vi ringraziamo della prima lettura che ha detto che lui ci ha presi, ha strappato da questo petto il cuore di pietra e ci ha messo il suo cuore d’amore. Che bello!

Come avresti fatto Gino ad amare bene Francesca se non avessi il cuore di Cristo? E tu Francesca ad essere la tenerezza di Dio per Gino se non avessi il cuore di Cristo?

Questo concetto è bellissimo perché vuol dire che Dio, l’immenso, il creatore, l’onnipotente, se voi non dite il vostro si adesso, tra poco, è bloccato, non può raggiungere con quel tipo di amore particolare che tu Francesca saprai dare a Gino e che tu Gino saprai dare a Francesca e di cui avete necessità radicale, fondamentale, per realizzare la vostra vita. Allora ognuno di voi due diventa strumento indispensabile di salvezza per mezzo del quale Dio vi prende e salva l’altro. Il concetto noi preti lo abbiamo anche studiato teologicamente e diciamo una parola grossa, ma bella, significativa: voi due siete sacerdoti l’uno per l’altro, Gino tu consacri Francesca e Francesca tu consacri Gino. Come il prete consacra il pane e il vino e li fa diventare il corpo di Cristo sacramento così voi due sacramento della vostra vita, salvezza l’uno per l’altro e insieme, con benedizione, sorgente d’amore per tutti noi.”



Chiesa di S. Gerardo Maiella in Roma

Matrimonio di Francesca e Gino

24/01/09

Una vita donata

Caro Nando,
è un'emozione scrivere e parlare di te
Incredibile invece è vivere con te.
Magari solo un mese nello stesso ufficio, per un caso fortuito (esiste il caso o Qualcuno aveva pensato a questo regalo per me???) e hai la conferma che la tua vita è cambiata per sempre.
Due anni fa non ti conoscevo, rispondesti in modo così oggettivo, analitico e razionale al mio dire "voglio fare il volontario internazionale" che avrei potuto desistere.
Invece in quelle parole vibrava amore, vibrava interesse per la mia persona, per il mio cammino di vita eppure non ci conoscevamo e io ho deciso di fidarmi di te e di Lui e ho cominciato a camminare.
Non finirò mai di ringraziare per averti incontrato e per l'Amore che diffondi intorno a te.
Non sono partita per lungo tempo, ma Lixeira un mese è stato un altro tassello di quel puzzle che mi stai aiutando a costruire.
Non posso dimenticare i thè alle 5 del pomeriggio, i tuoi sorrisi, l'emozione che traspare dai tuoi occhi per una telefonata che arriva dal Rio Negro o da Goma.
Ciò che mi colpisce di più è la tua capacità di amare tutti noi figli tuoi, di seguire le nostre vite nei particolari, la capacità di consigliarci e di volere tanto il nostro bene da saperti immedesimare in noi e gioire e soffrire con noi.
Baba yangu non pensare che ti lascerò o lasceremo solo.
I periodi di magra arriveranno, ma solo non ti lasceremo, non ti lascerò solo.
E poi con nostro Papà al fianco che ci toccherà?
Non vedo l'ora di poterti riabbracciare, ti voglio tanto bene e come sai ti penso tutti, ma proprio tutti i giorni!
Grazie di essere così come sei!
Carla

20/01/09

da Lalla

Nando, padre!
solo grazie, per cominciare, dei tantissimi inizi la cui ispirazione ti devo per intero...e grazie delle cose che verranno dai semi lanciati su terreno (spero) fertile.
La strada continua, insieme. E continua bella, bellissima...
Un fortissimo abbraccio dal Congo,
Lalla

19/01/09

da Simona e Pietro

Caro Nando,

il blog ci inibisce un po’ ma certo non potevamo mancare l’appuntamento del sito-sorpresa!
Anche questa non te l’aspettavi, eh?

Che dirti? Due confessioni:
1) quando ho iniziato a parlare di te a Pietro, lui ti ha trovato subito un soprannome-caricatura: “Don Fuhrernando”... anche lui è a conoscenza del tuo lato più severo, ma soprattutto della dolcezza che si nasconde dietro la dura scorza e del tuo carisma che tanto ammira
2) le tue "minacce" sul nostro futuro (e sai a cosa ci riferiamo) ci fanno sorridere e ci piacciono tanto...

Grazie di cuore per la tua straordinarietà!

Simona e Pietro

Chi la fa l'aspetti!

Caro baba yangu, per salutarti... una piccola sorpresa!
Tu che sei sempre pronto a fotografare tutto e tutti incessantemente, ora sarai ripagato con la stessa moneta!!

Ecco il nostro Don da bambino, quando iniziava ad innamorarsi della vita da salesiano...


Qui, in seminario, meditava di diventare un grande scienziato.


Questa è la sua mamma che ce lo ha regalato!


Eccolo atletico sciatore...


Finalmente, nel 1974, il primo viaggio in Africa:


Per tanti anni parroco di frontiera a Bologna...


E infine, nei panni in cui lo conosciamo oggi:
il serissimo vicepresidente del VIS!


Asante sana, baba yangu,
non ti lasceremo!
Ti abbraccio, Alessia

da don Luciano Odorico

Sono presente alla festa per don Ferdinando con il mio pensiero e la preghiera.
ciao e auguri a tutti.

Padre Luciano Odorico
Papua Nuova Guinea

18/01/09

da Anna e Daniele

Caro Nando,

Tutto è nato da una semplice lettera alla quale tu hai risposto: " .. e perchè non venite qui al VIS? ..."
Ci hai teso le mani, indicato la Strada, guidati verso una esperienza nuova; difficile e al contempo totalmente appagante.
Oggi, nel momento del tuo " lasciare " è difficile esprimere quanto il conoscerti ci abbia totalmente cambiato.
In Angola forse non siamo riusciti a dare il meglio di noi stessi ma ci abbiamo provato con tutta l'anima.
A te possiamo ora solo dire che ti abbiamo voluto, ti vogliamo e ti vorremo sempre tantissimo bene.
Ti ringraziamo per ciò che hai fatto per noi personalmente e per tutto il meraviglioso lavoro che ti ha visto costantemente impegnato con tanta tenacia in tutti questi lunghi anni.
Il Signore ti ha sempre guidato sul giusto camino e non mancherà certo, immaginiamo, di farlo ora in guesto momento per te così delicato; dolce ed amaro al tempo stesso.
Ti stringiamo in un forte abbaccio grazie ed ancora grazie.

Con affetto Anna e Daniele

17/01/09

una bacheca di messaggi e saluti per te

dopo 20 anni,
centinaia di missioni in ogni angolo del mondo
e migliaia di giovani e volontari che hai accompagnato e guidato,
ti lasciamo qui i ns messaggi e ringraziamenti.

ringraziarti è impossibile, ma ci proviamo
ti vogliamo bene

16/01/09

sorpresa!

ciao da Lixeria, ciao dall'Angola!!

15/01/09

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Questo è un blog autogestito da tutti gli amici di don Ferdinando.

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